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Tradizioni

Festa Patronale

San Nicola da Tolentino 9-10 Settembre

 

BIOGRAFIA SAN NICOLA DA TOLENTINO

Nacque a Sant’Angelo in Pontano, in provincia di Macerata , nel 1245,da Compagnono de Guarutti e Amata de Guidiani, gente pia,forse di famiglia nobile.
La leggenda della sua vita rappresentata da un pittore grottesco detto Maestro della Cappella di San Nicola, narra che i suoi genitori, su consiglio di un angelo, si fossero recati a Bari, in pellegrinaggio alla tomba di San Nicola di Mira o di Bari , per avere la grazia di un figlio.
Ritornati a Sant’Angelo ebbero il figlio adorato.
Nicola,divenuto ormai giovane, entrò nell’Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino e venne fatto canonico della chiesa di San Salvatore. Ascoltando una predica di un eremita agostiniano sulla frase latina “Nolite dirigere mundum ,nec ea quae sunt in mundo,quiamundus transit et cuncupiscenzia ejus”(non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo, perché il mondo passa e passa la sua concupiscenza),avvertì la chiamata alla vita religiosa.
Implorò l’eremita di ammetterlo nel proprio ordine, e i suoi genitori acconsentirono con gioia. Prima della sua ordinazione venne mandato in diversi monasteri e fu un modello di generoso impegno verso la perfezione.
Molteplici sono gli episodi della vita di San Nicola che sono stati tramandati con devozione a testimonianza della sua fede:

-Nel tragitto da Sant’Angelo a Tolentino, imponendo le mani, impedì il crollo di una parte della cinta muraria.
-Il “ponte del diavolo di Tolentino” così chiamato, in ricordo della leggenda, secondo cui il diavolo stipulò un patto con San Nicola, dicendogli che avrebbe costruito un ponte in una sola notte in cambio dell’anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. Il santo accettò, e a costruzione ultimata benedisse il ponte.
Il primo a passare di lì fu un cane, a cui il santo gettò del cibo, costringendo l’animale ad attraversare il ponte. Il diavolo tentò invano di distruggere a forza di cornate il ponte, ormai benedetto.
-Durante la sua permanenza nel monastero di San Ginesio, San Nicola era solito portare del cibo ai mendicanti in segreto dai suoi superiori. Venuto a sapere dell’espediente, i frati lo bloccarono chiedendogli cosa portasse. Il santo rispose “petali di rose!” scrollando le maniche dalle quali uscirono petali di fiori.
-Durante il cammino, San Nicola era solito fermarsi a pregare in una zona di campagna nelle vicinanze di Sant’Angelo. In quel punto fece sgorgare un piccolo pozzo, dal quale abbeverarsi. Le fontanelle di San Nicola, smettono di sgorgare, se un animale si abbevera da esse, fino a quando non vengono nuovamente benedette dal sacerdote.

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